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Pil Italia: solo parziale il rimbalzo del 3° trimestre
14/09/2020

Un recupero solo parziale e "tormentato" nel terzo trimestre per il Pil italiano. Così si esprime il Centro Studi di Confindustria nella consueta Congiuntura Flash, che stima tra luglio e settembre una ripresa pari a circa il 9%: un risultato contenuto rispetto al crollo dei primi sei mesi dell'anno (-17,6%). che porta a stimare un calo finale del Pil tra il 10% e l'11% per il 2020.

La produzione industriale, nonostante un luglio in recupero come da attese (+7,4%), ha visto in agosto-settembre una stabilizzazione che la porterà verosimilmente a chiudere il terzo trimestre poco sopra il +20%, ma a -10% se paragonato ai livelli pre-Covid.
Il PMI in agosto (53,1) fornisce segnali positivi sulla domanda. Apprezzabile ma parziale, perlomeno fino ad agosto, la ripresa della fiducia delle imprese. Gli ordini interni dei produttori di beni di consumo e di investimento confermano un moderato recupero nel terzo trimestre.

L'export di beni ha recuperato a giugno (+14,2%), pur molto sotto i livelli pre-Covid (-15%). Risalita eterogenea tra settori e mercati: risultati positivi per gli alimentari, fortemente negativi per i mezzi di trasporto; in miglioramento le vendite verso Germania, Cina e Giappone, mentre aumenta la contrazione negli Usa.

Per quanto riguarda l'occupazione, se a luglio gli occupati sono aumentati (+85mila), restano però in calo da febbraio (-471mila). Cresce il dato relativo al numero persone che ricercano attivamente lavoro, crollato durante il lockdown. Secondo il report di CSC, l'occupazione continuerà a tenere fino a fine anno, salvaguardata dall'ampio ricorso alla Cig.

In merito alla situazione finanziaria delle imprese, a luglio si registra un forte aumento del credito (+4,4% annuo), frutto in larga misura delle garanzie pubbliche in risposta alle necessità di liquidità. I prestiti emergenziali hanno raggiunto 90 miliardi al 9 settembre, secondo i dati della Task Force guidata da MEF e Banca d'Italia).

Ciò aiuta nel breve, ma pesa sul debito bancario: da 16,5% a 18,4% del passivo (stime CSC), annullando parte del calo dell’ultimo decennio.

L'indagine integrale è disponibile per la consultazione sul sito web di Confindustria.